giovedì 7 marzo 2013

L'evoluzione vista dalla scienza


I seguaci dell'evoluzione sono persone singolari, almeno quanto riesce a essere singolare una massa composta da qualche miliardo di individui. Costoro credono che la scienza possa dare spiegazioni attorno a ciò che è fuori dal dominio scientifico, che sarebbe come se un topo spiccasse il volo verso il sole. La scienza percorre a ritroso quelle che sono state, per lei, le tappe evolutive dell'essere umano, e non ha timore di farlo passare attraverso i più fantasiosi stati dell'essere, adducendo quelle che secondo lei costituiscono prove inconfutabili. Queste prove le individua nelle fasi percorse dall'embrione umano nei suoi diversi stadi di crescita. Questi stadi, percorrendo i quali l'embrione diventa un feto, lo rivestono di molteplici forme che ricordano animali di diverse specie, ma la scienza non ha mai considerato la possibilità che l'uomo racchiuda in sé, essendo al vertice delle varietà animali, tutte le loro forme come fossero un sovrappiù della propria, allo stesso modo di quanto nel dieci convivano tutti gli altri numeri al dieci inferiori. Andando a ritroso nel processo della manifestazione della realtà relativa si arriva necessariamente a un punto finale, sull'origine del quale la scienza non sa dare spiegazioni, neppure ipotetiche, perché la sfera compressa che, secondo gli scienziati fautori dell'evoluzione, sarebbe deflagrata nel big bang, non può essere scaturita dal nulla. Così la scienza diffonde una serie di arbitrarie supposizioni che non riescono a chiudere il cerchio che la logica ha bisogno di esaurire, e nonostante questo insiste a spacciare per vere le sue teorie, che includono il concetto di evoluzione associandone il meccanismo alla direzione rettilinea seguita da una freccia, scoccata verso il bersaglio dato dalla perfezione. L'evoluzione di un essere, invece, è attuazione di tutte le possibilità di perfezionamento implicite allo stesso essere, ma non è lineare, perché la realtà è modulata ciclicamente e questa ciclicità comprende sempre la possibilità di un'involuzione che è degenerazione e decadenza. L'aver rassicurato l'umanità, che le cose sono certamente destinate a un miglioramento automatico, sta convincendo il pianeta che sia il caso di liberarsi di un fastidioso parassita chiamato uomo, che ama circondare il suo esserci del termine umanità, così ammantando di sensibilità ogni sua deprecabile azione.

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